Incendi, cosa sono gli aerei Canadair? Funzioni e costi

Sono velivoli aerei anfibi bimotori con turboelica ad ala alta, spesso usati per estinguere i roghi. Possono caricare oltre seimila litri di acqua in appena 12 secondi

Mentre la Sicilia continua a bruciare, l’impegno dei Vigili del Fuoco per domare le fiamme si intensifica. Per le aree di maggior rischio è stata richiesta l’attivazione dei Canadair, aerei anfibi bimotori con turboelica ad ala alta, spesso usati per estinguere gli incendi. Una risorsa preziosa, che secondo Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e per le Politiche del Mare, andrebbe potenziata. “La flotta dei Canadair dell’Europa è insufficiente. Non possiamo ogni volta mendicare l’arrivo di un veicolo anfibio. Abbiamo bisogno di potenziare la flotta europea”. Andiamo a scoprire più nello specifico quali sono le caratteristiche di questi velivoli e quanto costa impiegarli nelle situazioni di emergenza.

L’utilità dei Canadair

A disposizione della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, gli aerei Canadair sono essenziali per estinguere i roghi di grosse dimensioni. Il loro nome deriva da quello dell’omonima azienda canadese che li ha creati per prima (compito poi passato alla Bombardier Aerospace e, dal 2016, alla Viking Air Limited) e sono stati pensati per un uso civile. Il primo volo risale al 23 ottobre 1967 e due anni dopo entrarono in dotazione della Protezione Civile francese. Oltre a essere usati per domare gli incendi nei territori boschivi, grazie all’acqua prelevata dal mare o dai laghi, possono essere usati anche nell’ambito di operazioni di sorveglianza marina, ricerca, soccorso e recupero.

Le caratteristiche dei velivoli

Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha in dotazione 19 aerei Canadair CL-415 (noti anche come Viking Air 415). Questi velivoli possono contare su due potenti motori radiali a 18 cilindri e sono in grado di caricare oltre seimila litri di acqua in appena 12 secondi. Una volta raggiunto il mare o un lago, il Canadair riduce la propria velocità fino a 130 chilometri orari e scende di quota. Per permettere l’ingresso dell’acqua, che avviene senza fermare l’aereo, sono aperte due apposite prese di circa 15 centimetri collocate nella parte inferiore, entrambe di forma quadrata e reticolate, così da impedire il passaggio di eventuali detriti, che potrebbero danneggiare il circuito e gli impianti.

Un Canadair in volo
Foto | NSA/ FRANCO CAUTILLO – 15giorni.it

Una volta completata l’operazione, nota in gergo tecnico come “flottaggio”, il velivolo si rialza in volo e raggiunge la zona in cui divampa l’aereo, dove libera l’acqua accumulata. Nel complesso, i Canadair possono volare per tre ore consecutive e sganciare fino a nove carichi d’acqua.

Possono essere usati sempre?

Per quanto utili, i Canadair non sono adatti a tutte le tipologie di intervento. Il loro utilizzo viene valutato di volta in volta, in base a fattori come le previsioni metereologiche, l’eventuale disponibilità di mezzi regionali, le statistiche storiche, la consistenza della flotta regionale e, soprattutto, la disponibilità di fonti idriche nell’area interessata. Nei periodi in cui il pericolo di incendi è maggiore, i Canadair a disposizione dell’Italia sono suddivisi in tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione per alcune città: Genova, L’Aquila, Viterbo, Rieti, Roma-Urbe, Ciampino, Napoli-Capodichino, Pontecagnano-Salerno, Viggiano, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Catania, Sigonella, Trapani, Cagliari e Olbia.

Quanto costa l’intervento di un Canadair?

I costi legati all’uso dei Canadair sono tutt’altro che bassi, ma ampiamente giustificati dall’indiscutibile utilità dei velivoli. Per una singola ora di volo sono necessari circa 6mila euro e non è detto che un tempo così breve sia sufficiente per estinguere gli incendi più estesi. Inoltre, acquistare un nuovo Canadair per potenziare la flotta richiede un investimento di circa 25 milioni di euro.

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